L’azione si svolge nel XV secolo, durante l’ultimo periodo della dominazione moresca in Spagna, a Granada.
Un aspetto importante della partitura è costituito dalle danze e dai balletti che ricorrono in più punti e specialmente nel primo Atto durante la festa per le nozze di Almansor e di Noraime e, secondo l’uso, alla fine dell’opera.
Atto I
Tra la stirpe degli Abencerragi e quella degli Zegri esiste un’antica inimicizia.
Il Vizir, rappresentante della stirpe degli Zegri, con i complici Alamir e Kaled, congiura per compromettere Almansor (giovane guerriero della stirpe degli Abencerragi) e rovinare la sua popolarità tra i Mori.
Almansor ama (riamato) Noraime, principessa della stirpe Zegra e proprio nel giorno in cui si sta svolgendo con grande solennità la festa nuziale, alla presenza di Gonzalvo (generale spagnolo amico dei Mori) e dei suoi soldati, un messaggero annuncia l’improvvisa ribellione di una tribù sottomessa.
Almansor deve partire subito per il campo e riceve in consegna il sacro stendardo di Granada, la cui perdita comporta per antica legge la pena dell’esilio.
Atto II
Almansor ritorna vittorioso, ma purtroppo senza stendardo.
Invano si difende affermando di averlo affidato al guerriero Oktair quando i nemici erano ormai in fuga e la vittoria certa.
Le sue giustificazioni non vengono considerate ed egli è condannato all’esilio.
Atto III
Spinto dal desiderio di rivedere Noraime, Almansor si introduce nei Giardini dell’Alhambra e i due amanti progettano di fuggire insieme.
Gli Zegri sbarrano loro il passaggio: il giovane guerriero viene imprigionato e condannato ad essere gettato da una rupe, a meno che un valoroso guerriero non si batta per lui contro Alamir, rappresentante designato dagli Zegri, nel giudizio di Dio.
Un cavaliere sconosciuto, col capo nascosto e con lo stendardo di Granada si dichiara pronto a battersi per Almansor.
Il rappresentante degli Zegri viene sconfitto dal cavaliere ignoto che altri non è che Gonzalvo, il generale spagnolo.
Gonzalvo presenta le prove che Oktair per rovinare Almansor ha appositamente nascosto lo stendardo affidatogli, su istigazione del Vizir e dei suoi seguaci.
I traditori vengono arrestati, in attesa di punizione da parte del re di Castiglia e Almansor può unirsi a Noraime.