|
>muti.ch>cherubini homepage>biografia>pagina1 BIOGRAFIA Decimo figlio di Bartolomeo Cherubini, professore di musica e maestro al cembalo al Teatro alla Pergola di Firenze, e di sua moglie Verdiana Bosi, nasce a Firenze il 14 settembre 1760 Luigi Carlo Zanobi Salvatore Maria CHERUBINI Inizia gli studi musicali con il padre e all’età di nove anni entra nella scuola di contrappunto di Bartolomeo e Alessandro Felici (padre e figlio).
Nel 1786, oltre all’incarico di rimaneggiare opere di altri compositori, tra cui “Il marchese Tulipano” di Paisiello al quale aggiunse ben sei pezzi tra duetti, arie e finali, compone anche un’opera tutta sua: “Giulio Sabino” che viene rappresentato al King’s Theatre di Haymarket con scarso successo. Cherubini è affascinato da Viotti che lo introduce nell’ambiente di corte e lo accompagna a Versailles da Maria Antonietta, “la sfortunata regina che, a detta dei suoi contemporanei, amò soprattutto i cappelli e la musica”. Nel frattempo Cherubini ha avuto contatti coi dirigenti del Teatro Regio di Torino per l’allestimento di un’opera: “Ifigenia in Aulide” che andrà in scena il 12 gennaio 1788 e che verrà ripetuta per venti sere. Tra il 1789 e la fine del 1790 troviamo una lunga serie di pezzi destinati al Teatro creato dal Viotti. Quest’opera nasce in un momento drammatico: il 20/21 giugno dello stesso anno il re era stato sospeso dalle sue funzioni e veniva trattenuto con la famiglia in condizioni di quasi prigionia. La vita dei teatri in questo periodo sembrerebbe una cosa impossibile, invece gli spettacoli hanno un ritmo incredibile. Nota: Spontini , l’altro compositore cui è dedicato questo sito, in questo periodo si trova in Italia, intento a scrivere opere comiche nel più puro stile napoletano. “Il lavoro non è molto piacevole; oltre alla parte didattica si tratta di scegliere gli inni e i canti per le cerimonie repubblicane, di comporli se ce n’è bisogno, e di insegnarli al popolo in colossali adunate di migliaia e migliaia di persone”. “Eliza ou le voyage aux glaciers du Mont Saint Bernard” va in scena al Teatro Feydeau il 13 dicembre 1794. Nel suo libro ”Luigi Cherubini, sein Leben und seine Werke”, Richard H. Hohenemser osserva a proposito di Eliza: “E’ di una bellezza terrificante”.
Gli ultimi tre hanno anche il compito di insegnare il contrappunto e la fuga.
Compone “Médée, opera in tre atti, che va in scena al Teatro Feydeau il 13 marzo del 1797 . La musica di “Medea” viene dichiarata “large, expressive, majestueuse et terrible”. E’ del 1797 il primo incontro con Bonaparte. Sembra che Napoleone al suo rientro a Parigi dopo aver trascorso parecchi mesi in Italia, abbia l’intenzione di ricondurre in Francia il gusto dell’opera italiana. Il 28 dicembre di quello stesso anno Sarrette organizza un concerto in onore del Generale, includendo una Marcia espressamente composta da Paisiello e aggiungendo la Marcia Funebre tratta dall’Inno per Hoche di Cherubini. Nella biografia di Giulio Confalonieri sopra citata l’incontro viene così descritto: “Al termine del concerto Napoleone e Cherubini s’incontrano. Il Corso incomincia a chiamare il nostro maestro “Monsieur Chérubin” (cosa che sembra riuscisse intollerabile all’interessato) e lo sommerge di elogi all’indirizzo di Paisiello e di Niccolò Zingarelli, senza dire parola della musica testè udita. Luigi lo lascia sfogare, poi brontola nel suo strano francese: “Passe encore pour Paisiello, mais Zingarelli….” Il 25 luglio 1798 viene rappresentata al teatro Feydeau la “Hôtellerie portugaise”, su libretto di Aignan. Il 16 gennaio 1800 viene rappresentato al Teatro Feydeau “Les deux journées ou le porteur d’eau “ (su libretto di J.N. Bouilly) che ottenne un clamoroso successo. Venne ripetuto ogni sera per più di un anno e passò poi in Germania, con altrettanto successo, con il titolo “Der Wasserträger” (Il portatore d’acqua). In questo anno 1800 Cherubini soffre per le sue malinconie e depressioni. Il 12 dicembre di questo stesso anno ascolta la prima esecuzione francese dell’oratorio di Joseph Haydn “Die Schöpfung” (La Creazione). I contrasti con Napoleone, con il quale sembra esistesse anche un’antipatia personale, gli creano non pochi problemi. Il 4 ottobre del 1803 ha luogo la prima rappresentazione di “Anacréon ou l’amour fugitif” che fu un fiasco completo. Sembra che mai prima di allora in questo teatro (Théâtre de la République che l’anno dopo si chiamerà Théâtre Impérial) vi fosse stata una simile contestazione. Le cause sono molteplici; senza dubbio il libretto non era dei migliori, ma forse l’insuccesso era dovuto soprattutto alla divisione tra i sostenitori del Teatro dell’Opera e i “tudesques” del Conservatorio. La Parigi musicale era divisa nettamente in due partiti. La parola “tudesqueries” che era già stata usata per i lavori cherubiniani lascia trasparire l’apprensione di Napoleone, la cui ostilità si manifesta sempre più evidente. Di Cherubini sembra dicesse “Non parlatemi di quell’uomo; ha un carattere pungente e io lo detesto”. Il 18 dicembre 1804 l’”Achille in Sciro” viene eseguito tra l’indifferenza generale. Il 2 dicembre di quello stesso anno Napoleone si incorona imperatore a Notre-Dame. Nota: Nel frattempo, Spontini, dopo una breve permanenza in Francia ha ottenuto un grande successo con “Julie ou le pot de fleurs” attirando su di sé l’attenzione e conquistando le simpatie dell’Imperatrice Joséphine. Cherubini continua ad occuparsi con molto amore del suo lavoro al Conservatorio. Il 30 giugno 1805 Cherubini dirige “Le due giornate” che per l’occasione prese il titolo di “I giorni del pericolo”. Il 25 febbraio del 1806 viene rappresentata “Faniska” al Teatro di Corte con grande successo. Al suo ritorno a Parigi pubblica il “Credo a cappella” che aveva iniziato a Bologna con Sarti. Nota: Mentre Cherubini sta attraversando un periodo di grave di crisi, Gaspare Spontini ottiene un nuovo grande successo con “La Vestale” che viene rappresentata il 16 dicembre del 1807. Cherubini è travolto da una disperata malinconia, che cerca di alleviare occupandosi di pittura e di botanica. Thérésia aveva sposato in terze nozze il conte Caraman, principe di Chimay, imparentato con le più nobili famiglie di Francia. Il Confalonieri ci informa che “la gran bellezza di Chimay e il suo vanto erano il castello, ricostruito nel britannico stile Tudor, quindi l’immenso parco che lo circondava, ricco di praterie e di annose foreste. Nell’autunno, nel villaggio di Chimay, ci si stava preparando per la festa di Santa Cecilia (patrona della musica e protettrice dei musicisti). La chiesa di Chimay aveva tradizioni musicali, un piccolo gruppo di cantori e una piccola orchestra. ”Nessuno può dirci come i parrocchiani di Chimay avessero scoperto un compositore in quell’uomo pallido che girava per i boschi a dipingere e a raccogliere erbe. La Messa sarà terminata nell’inverno del 1809 e eseguita per intero nella residenza parigina dei Caraman Chimay. Nell’aprile del 1809 Napoleone entra a Vienna da conquistatore. Il 31 maggio dello stesso anno muore Joseph Haydn. Mentre Cherubini continua la sua amata attività al Conservatorio, alcuni amici si danno da fare affinchè il compositore venga ammesso nei favori di Napoleone, non sopportando di vedere il Maestro in disgrazia. Nota: Due giorni prima, l’Opera metteva in scena “Fernando Cortez” di Gaspare Spontini, che rappresentava per il suo autore un nuovo trionfo. Il 30 settembre del 1810 viene rappresentata l’opera comica in un atto“Le Crescendo”, che decade subito dal repertorio. L’anno seguente, in un periodo di grande tensione tra il Papa e L’Imperatore, Cherubini è occupato nella composizione della “Messa in re minore”, che per le sue dimensioni non era possibile eseguire. Nel 1813 si crea una coalizione europea contro Napoleone. Cherubini compone il suo ultimo melodramma serio: “Les Abencerages”, opera in tre atti che va in scena il 6 di aprile dello stesso anno. Il 6 aprile dell’anno successivo il Senato chiama il fratello di Luigi XVI ad assumere il trono di Francia; Cherubini, che conosce Luigi XVIII (fratello minore di Luigi XVI) dai tempi in cui con Viotti aveva contribuito alla creazione del Teatro Feydeau vede il ritorno dei Borboni con soddisfazione. Mentre altri compositori sono indaffarati a procurarsi la simpatia del nuovo regime, egli si occupa di una nuova esperienza: compone un lavoro assolutamente estraneo al gusto musicale della Francia di allora: il suo primo “Quartetto” in mi bemolle. Il 25 marzo del 1815 parte per Londra dove rivedrà l’amico Viotti. Al Conservatorio, che ha mutato il suo nome in Ecole Royale de Musique, gli viene affidata la classe di composizione. Si trova ancora a Londra quando gli viene proposta un’offerta di primo direttore d’orchestra al Teatro di Berlino. Nota: Il posto menzionato quattro anni più tardi sarà affidato a Spontini. Negli ultimi mesi dell’anno 1815 e nei primi del 1816 è impegnato nella riorganizzazione della Cappella reale di Luigi XVIII. Nota: Sul finire del 1819, viene rappresentata all’opera l’”Olympie” di Gaspare Spontini. In questi anni l’attività di Cherubini è quasi tutta dedicata al Conservatorio e alla Sovrintendenza della Cappella reale. Conosce un nuovo amico: Augusto Domenico Ingres, i cui quadri sono popolari e diffusi attraverso migliaia di riproduzioni. Alla fine di luglio del 1830 Carlo X è costretto a lasciare la Francia ed a rifugiarsi in Inghilterra; Luigi Filippo d’Orléans, che è assolutamente indifferente alla musica, diventa re dei francesi. Continua però a insegnare all’Ecole Royale de Musique et de Déclamation che ha ora ripreso il suo vecchio nome di Conservatorio. Dopo anni di lontananza dal teatro, viene annunciata una nuova opera:“Ali-Baba ou Les quarante voleurs”, che verrà rappresentata il 22 luglio 1833 con scarso successo. E’ dell’anno successivo il terzo “Quartetto” in re minore. Del 1835 il suo “Cours de contrepoint et de fugue” (Corso di contrappunto e di fuga). Nel 1836 raccoglie tutte le sue forze per scrivere la propria “Messe de Réquiem” in re minore, per coro maschile a tre voci e orchestra. La sua ultima composizione è un “Canone” a tre voci per l’amico Ingres “Oh! Ingre amabile” del gennaio 1842. Il 3 febbraio del 1842 lascia il Conservatorio. Negli ultimi mesi della sua vita progetta un viaggio in Italia e sogna di rivedere la sua Firenze e la sua casa natale. Questo grande desiderio non potrà realizzarsi. |