1820-1821 … L’altro visitatore importante, che si reca in quell’anno dal Maestro per rendergli omaggio e che lo frequenta anche nel 1821, è Ignazio Moscheles, giovane di ventisei anni ma pianista già famoso, soprattutto in Austria e Germania.
Nativo di Praga, Moscheles ha suonato bambino davanti a Mozart e a Clementi, è stato allievo di Salieri per la composizione e, ancor ragazzo, ha trascritto per pianoforte la partitura di Fidelio, possiamo dire sotto gli occhi dello stesso Beethoven e con assoluta soddisfazione di questo.
…
Straordinario improvvisatore su temi dati, direttore d’orchestra abilissimo, per primo presentò in Inghilterra la Nona Sinfonia di Beethoven.
Oltre che al Faubourg Poissonière, Moscheles incontrò Cherubini nella Cappella reale, dove il Maestro, secondo l’uso, assisteva all’esecuzione delle proprie Messe e si poneva alla testa del “personnel vocal” in uniforme di cerimonia, calzoni corti, calze di seta nera e spadino.
Ma le serate più belle di Moscheles furon quelle trascorse in casa di Baillot.
Qui si faceva musica per puro piacere di artisti, qui si potevan sempre trovare Cherubini e Boïeldieu, Auber, Hérold e Lesueur, Habeneck, Paër, Viotti …
******
Moscheles frequenta in quell’anno anche la casa di Pierre Lucas Charles Ciceri, pittore acquarellista e soprattutto scenografo, che in vita sua ha composto più di quattrocento decorazioni per il solo Teatro dell’Opera.
…
“Nella prima stanza eran radunati i più famosi pittori, intenti a disegnare vari soggetti per proprio divertimento; e in mezzo a loro scorsi subito Cherubini, che pure disegnava tutto chino e assorto sul foglio.
Nella stanza vicina si trovavano invece musicisti ed attori, ma Cherubini si unì a loro soltanto più tardi per dirigere un suo quartetto vocale e per suonare anche lui, insieme con gli altri, l’Introduzione al Demofoonte, eseguita su zampogne, pifferi e mirlintons di zucchero candito”.
Da Giulio Confalonieri, Prigionia di un artista, La vita di Luigi Cherubini