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Il Théâtre Feydeau


Maria Antonietta




Léonard


Da Castil-Blaze L’Opéra italien de 1548 à 1856, page 260-261

“Autié (Léonard), coiffeur de la reine, profite de son crédit auprès de cette princesse pour obtenir le privilège d’un théâtre d’opéra italien, dont il confie l’organisation et la direction au célèbre violoniste et compositeur Viotti.
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Cherubini et Ferrari (Jacques-Godefroi), qui tenait le piano dans l’orchestre, furent chargés par Viotti de composer les morceaux nouveaux que l’on intercalait dans les opéras italiens, soit pour les substituer à ceux qui ne plaisaient point, soit afin de faire briller des virtuoses favoris en leur donnant des airs, des duos plus remarquables et mieux disposés pour leurs voix.
Cherubini fournit quarante-trois compositions de ce genre, parmi lesquelles on en distingue d’excellentes”.


traduzione

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Da Giulio Confalonieri: Prigionia di un artista, Il romanzo di Luigi Cherubini, Vol. I  pag. 204

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“Ma Viotti tra una fantasticheria e l’altra, era riuscito a metter su un piano straordinario.
Era riuscito cioè a vincere lo spirito di campanile, la gelosia dei musicisti francesi, le resistenze dell’opera comica nazionale ormai già vigorosamente affermata, e, facendo perno su Maria Antonietta, sul conte di Provenza, fratello minore del re, sulle sue conoscenze nel bel mondo, sulla propria borsa non ancora afflosciata di tutti i quattrini guadagnati col magico violino, sul credito personale e sui capitali del parrucchiere della regina, era pervenuto a fondare un teatro col programma di rappresentarvi i più bei lavori buffi della scuola italiana.
In questo affare, tralasciando Viotti, la figura più importante era senz’altro quella del parrucchiere della regina; quel famoso Autier o Autié, maestro nell’arte di “poser les chiffons” che, al pari di un grande suo omonimo,  s’era guadagnato il diritto di venir chiamato semplicemente Léonard.
A leggere le sue Memorie, questo guascone, favorito da un fisico prestante e insieme grazioso, era personaggio tra i più influenti della Corte di Versaglia.
Indubbiamente le sballava grosse; ma che fosse entrato nell’intimità di molti segreti e nell’affezione dè suoi illustri clienti non si può certo negare”.
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