muti.ch>attualità>Orchestra Giovanile Luigi Cherubini - Banda di Delianuova
RICCARDO MUTI, L'ORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI L'ORCHESTRA GIOVANILE DI FIATI DI DELIANUOVA (RC) TRASMETTERE IL PIACERE D'IMPARARE
L'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini dal 2004 sta realizzando un bellissimo progetto grazie alla volontà e all'entusiasmo di uno fra i maggiori interpreti della nostra epoca: Riccardo Muti.
E innegabile che la fama del grande maestro italiano abbia contribuito a dare visibilità all'iniziativa, ma ciò che ha reso la "Cherubini" un'orchestra di ottimo livello - e i progetti sinfonici, operistici e di musica sacra ad essa legati all'altezza dei maggiori festival internazionali - è stato il lavoro di preparazione compiuto, disciplinato ed intenso.
La cura dell'intonazione, del fraseggio, della precisione ritmica, l'esercizio continuo, l'attenzione nell'ascoltare sè stessi e i colleghi, a partire dal collega di leggío, costituiscono le regole di base per chi siede in orchestra, sia che si tratti di un'orchestra di giovani, sia che si tratti di un'orchestra di grande fama.
Riccardo Muti possiede la straordinaria capacità di trasmettere il piacere di imparare, la necessità di approfondire e l'entusiasmo per la scoperta.
26 giugno 2008
RAVENNA FESTIVAL
Ravenna - Teatro Alighieri - ore 21.00
PROVA D'ORCHESTRA DI RICCARDO MUTI
ORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI
ORCHESTRA GIOVANILE ITALIANA
Hector BERLIOZ (1803-1869)
• Lélio ou Le Retour à la vie, op. 14b
Gérard Depardieu, voce recitante
Mario Zeffiri, tenore
Franck Ferrari, baritono
Con il titolo "Omaggio alle Bande d'Italia", il Ravenna Festival ha ospitato l'Orchestra giovanile di fiati di Delianuova (Reggio Calabria).
Questa località dell'Aspromonte fino ai primi anni '50 vantava uno dei migliori complessi bandistici della regione, poi decimato dalla grande emigrazione.
Dopo quasi mezzo secolo si è deciso di ricreare il complesso, affidando il compito a due giovani maestri: Maurizio Managò e Gaetano Pisano.
Il progetto viene accolto con grande interesse da giovani e giovanissimi della regione e l'Orchestra a fiati inizia ufficialmente la sua attività l'8 agosto 2001.
Cinque anni più tardi, questa iniziativa suscita l'interesse del Maestro Riccardo Muti e nel giugno 2008 è lui stesso, assieme ai maestri Managò e Pisano, a dirigere l'Orchestra Giovanile di Fiati di Delianuova al Festival di Ravenna.
Riccardo Muti:
"Per tante città del nostro paese le bande rappresentano l'unica occasione di ascoltare musica; sono una straordinaria ricchezza che rischia di sparire, ciò che sarebbe un vero e proprio delitto culturale."
Il maestro Muti apre il concerto con la Sinfonia da Norma di Vincenzo Bellini e lo conclude con la Sinfonia da Nabucco di Giuseppe Verdi. I Maestri Managò e Pisano si alternano sul podio per dirigere pagine di A. Reed, J. Barnes, G. Holst, E. Sabatini, F. Erickson, J. De Haan e Van McCoy.
Riccardo Muti:
proposito della banda calabrese di Delianuova:
”E' un gruppo meraviglioso di strumenti a fiato con una disciplina artistica e umana straordinaria; hanno passione e amore. Hanno dignità.”
Ancora Riccardo Muti: "nelle bande ritroviamo strumenti che nelle orchestre non ci sono: le oficleidi,
i flicorni, i bombardini, l'eufonio, che poi è un corno tenore, strumenti dal nome antico, anch'essi da salvaguardare dall'oblio."
Ovvero due capisaldi del repertorio sinfonico-operistico dell'Ottocento (che appartengono di diritto pure al repertorio bandistico) hanno inquadrato una selezione di pagine del repertorio bandistico internazionale del Novecento.
Alla fine della prima parte viene eseguito il pezzo tradizionale The Londonderry Air. Trombone solo:
Bruno Domenico.
Il concerto ha ottenuto uno straordinario successo. Riccardo Muti ha dimostrato, assieme ai maestri stabili dell'orchestra calabrese, quali risultati si possano raggiungere attraverso un insegnamento ben organizzato, svolto con competenza ed entusiasmo.
Il Maestro Muti non si è limitato a dirigere, ma ha pure tenuto un discorso che è andato ben oltre le frasi di circostanza che in tali occasioni solitamente si pronunciano.
Ha innanzitutto parlato dell'importanza culturale e sociale della Banda, un'istituzione a cui è storicamente legata la diffusione del grande repertorio (in particolare quello operistico) quando i mezzi di registrazione e diffusione del suono non erano sviluppati come lo sono ora.
La diffusione delle Bande e delle relative scuole è sempre stata capillare sul territorio italiano ne è una dimostrazione l'orchestra di fiati di Delianuova, la quale testimonia pure del livello di preparazione che è possibile raggiungere.
Il Maestro Muti ha pure ricordato che molti musicisti di fama sono partiti proprio dalla banda.
Dal punto di vista della politica culturale le ragioni per sostenere ai più alti livelli l'attività bandistica sono moltissime: se, da una parte le Bande rappresentano un collegamento diretto con oltre centocinquant'anni della storia della musica in Italia, dall'altra rappresentano un investimento per il futuro.
Il discorso del Maestro Muti, più volte interrotto dagli applausi, ha risvegliato sentimenti di fierezza e di orgoglio in tutti i partecipanti.
Riccardo Muti:
"Banda non è sinonimo di qualità inferiore, nè di strumenti popolari o di bocca buona, con cui ci si può arrangiare. Al contrario, nelle bande troviamo strumenti nobili, pensiamo a quanto Verdi debba alle bande ascoltate da ragazzo e le cui sonorità ha utilizzato nelle proprie opere, o a Stravinski e Hindemith.
E prima ancora a Bellini, Berlioz, Spontini".
Alla Banda di Delianuova si sono unite alcune altre bande della regione, che sotto la direzione del Maestro hanno eseguito l'Inno di Mameli, con tutto il pubblico in piedi ad applaudire. Al Maestro Muti è stata conferita la Cittadinanza onoraria di Delianuova.
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