Bastano poche battute della Sinfonia a Johann Adolph Hasse per dipingere l'atmosfera di quella "Gerusalem beata/ già lieta, or desolata,/ma sempre illustre terra!" Il Maestro Riccardo Muti con l'Orchestra Giovanile "Luigi Cherubini" traduce l'intensa spiritualità di questa musica, aprendo il cuore del pubblico al sentimento di dolore e di speranza
che i pellegrini dell'oratorio hanno provato al loro arrivo nella Città Santa. La straordinaria perizia nella scrittura per le voci del caro Sassone - così era
chiamato affettuosamente dal poeta e librettista Pietro Metastasio - unita alla
sua non minor bravura nell'arte del melodramma e della retorica, hanno fatto sì che nell'Oratorio I Pellegrini alSepolcro di Nostro Signore si fondessero vari mondi apparentemente distanti fra loro: la rappresentazione sacra medievale, le cerimonie religiose popolari, la cantata sacra barocca.
Hasse, per mezzo di una superiore capacità di sintesi e grazie a un'ispirazione profonda, è riuscito a conciliare questa varietà di fonti in un lavoro di grande coerenza musicale e formale, ma soprattutto di grande forza emozionale.
Riccardo Muti, nella sua conoscenza approfondita delle realtà artistiche ed umane che hanno condotto alla stesura di un oratorio come quello di Hasse, ha presentato un'interpretazione stilisticamente perfetta e intensamente vissuta. I solisti vocali, Monica Tarone (Agapito), Elena Monti (Eugenio), Daniela Barcellona (Teotimo), Franco Fagioli (Albino) e Luca Pisaroni (Guida) hanno cantato tutti splendidamente, riuscendo ad entrare pienamente nei loro rispettivi ruoli.
L'Orchestra Cherubini ha letteralmente superato sè stessa.