muti.ch>attualità>Ravenna e Piacenza dicembre 2008>Il Matrimonio inaspettato - Riassunto


Prima rappresentazione:
San Pietroburgo 21 ottobre (3 novembre) 1779

IL MATRIMONIO INASPETTATO
Opera buffa messa in Musica dal signor Giovanni Paisiello
Per l'apertura del Nuovo Teatro di S.A.I.
Il Gran Duca di tutte le Russie a Camenoi Ostrof
L'anno 1779 il dì 21 8bre.



PARTE PRIMA

Il Marchese Tulipano, arricchitosi con i suoi commerci, sta organizzando le nozze di suo figlio Giorgino.
La sposa prescelta è la Contessa di Sarzana, nobildonna di antichissimo rango, che con le nozze permetterebbe a Giorgino di "alzarsi di grado" in modo da dimenticare le origini contadine della famiglia.
Il Marchese sta impartendo ordini ai suoi dipendenti affinchè spediscano alla Marchesa casse di formaggi e prosciutti e raccomanda loro di non dimenticare assolutamente di mettere le sue insegne su tutti i prodotti, in modo che i doni della "razza Tulipana" si possano riconoscere immediatamente.

MARCHESE TULIPANO
"Sono pronte quelle casse?
Unto è bene quel formaggio?
Perchè deve far gran viaggio
e se no si guasterà".
...
Non vi scordate voi di metter tutte
l'arme mie sui formaggi e sui prosciutti.
Voglio che si distinguan da lontano
i doni della razza Tulipana."


Il figlio Giorgino, a differenza del padre, si sente molto meglio nelle vesti di contadino e preferirebbe di gran lunga sposare l'amata Vespina, sua vicina di casa, piuttosto che la nobildonna destinatagli.
Giorgino è un debole e, malgrado il suo amore per la giovane contadina, non è capace di opporsi alla volontà del genitore; pur confessandogli che gli "piacerebbe di più qualche villana", non osa contrariarlo.
Il Marchese non può capire che, dopo tutti gli sforzi compiuti da lui e dai suoi antenati, il figlio non abbia nessun desiderio di migliorare la sua condizione sociale.
Vespina, innamorata di Giorgino, non riesce a capacitarsi del fatto che il suo amato debba sposare un'altra donna.
Il giovane, che poco prima si trovava sotto le sue finestre e le dedicava una "Cavatina", confessa che sì, era lui a cantare, ma che avrebbe preferito "piangere come un ragazzo".
Vespina cerca di consolarlo, dicendogli che "la moglie non è già una bastonata, da prenderla piangendo".
Giorgino le chiede aiuto pregandola di trovare qualche espediente che lo faccia uscire da questa situazione. Per il ditino che, in mancanza di altro, Vespina gli dà in pegno "finchè diventerete mio marito", egli è pronto a rinunciare a "qualsiasi contessa e marchesato".

Non appena il Marchese Tulipano viene a sapere che suo figlio è innamorato di una contadina gli fa promettere che lui, assolutamente, non l'amerà più.
Il vecchio fattore al servizio del Marchese annuncia l'arrivo di una forestiera; questa altri non è che Vespina, che si fa passare per un'ambasciatrice della Contessa.
La giovane informa il Marchese Tulipano di essere stata incaricata dalla Contessa stessa di riferirle in merito al promesso sposo e chiede quindi di incontrare Giorgino. Quest'ultimo non tarda a riconoscere l'amata Vespina,che gli chiede di stare al gioco per salvare il loro amore.
L'astuta contadina informa il Marchese di aver potuto appurare che Giorgino non gradisce affatto il ritratto della Contessa.
"Lei lo scusi, è sempliciotto" lo difende il padre, che fa capire a Giorgino di non essere disposto a venir meno ai suoi progetti.

* * *

PARTE SECONDA

La Contessa di Sarzana è arrivata e si affretta ad inviare un"corriere di gabinetto", con tanto di frusta e stivali, incaricato di informare il Marchese Tulipano e suo figlio dell' imminente arrivo e di fornirgli tutte le credenziali dell'importante suo casato.
Giorgino mal sopporta di essere agghindato con la "valdrappa" che gli hanno imposto per ricevere degnamente la sposa. Nel suo animo di semplice contadino egli non è per nulla interessato nè dall'albero genealogico della Contessa "vecchio di mille anni", nè tantomeno dalla stessa Contessa Olimpia di Sarzana.
Il povero Marchese Tulipano fa di tutto per insegnare al figlio le buone maniere e per istruirlo sul modo di accogliere degnamente la sposa e lo invita ad imparare da lui come comportarsi. Egli si impegna ad insegnarli una decorosa riverenza.


Vespina è in allarme; deve usare tutta la sua astuzia e giocare bene le sue carte per evitare di perdere l'amato Giorgino. Questa volta si presenta al Marchese Tulipano asserendo di essere lei stessa la Contessa di Sarzana.
Il Marchese non ha dubbi sull'identità della sposa; cerca di scusare la rozzezza e la goffaggine del figlio, elogiando la sposa con una serie di parole senza senso che dimostrano l'impegno di mostrarsi all'altezza della situazione, peraltro con ben scarsi risultati.
Vespina viene accompagnata nelle stanze riservate alla Contessa per riprendersi del lungo viaggio.
Il marchese vede con gran piacere il coinvolgimento di Giorgino e le attenzioni che egli riserva alla giovane sposa.
Intanto la Contessa aspetta da almeno un'ora di essere degnamente ricevuta dal Marchese e dal figlio e, non vedendoli comparire, decide di presentarsi direttamente a casa loro.
Non gradisce la fredda accoglienza che le viene riservata; il Marchese Tulipano non nutre nessun dubbio sul fatto che la dama da lui accolta nella sua casa e ospitata nelle stanze a lei destinate per riprendersi dal lungo viaggio sia altri che la vera Contessa di Sarzana e la nobildonna viene quindi trattata in modo inassolutamente inappropriato.
La Contessa ha bel dire che si tratta di un'impostura; nè il Marchese nè, evidentemente, suo figlio Giorgino la riconoscono come la persona che in effetti è.
La Contessa è profondamente offesa e chiede vendetta: padre e figlio vengono sfidati e dovranno battersi in duello. I due cercano di incoraggiarsi a vicenda, ma entrambi sono poco avvezzi alle armi.

CONTESSA
Scomodarmi da palazzo
e trattarmi in simil guisa!
Tale affronto, tal strapazzo,
asinacci, villanacci,
è impossibile a soffrir.
Dieci Conti ho ricusato,
sei Marchesi, otto Baroni,
chi l'avesse mai pensato
che costasse le mie lagrime
il venirmi ad avvilir’
A singolar cimento
con cento trombe e cento
il padre e il figlio
fate pentir.


Giorgino, da bravo contadino, preferirebbe difendersi a pugni o, ancor meglio, con la falce in mano.
Ma ecco intervenire in aiuto dei due "Tulipani" l'astuta Vespina, aiutata dai suoi amici contadini.
La battaglia si svolge in piena atmosfera da opera buffa e, senza il provvidenziale intervento di Vespina e dei suoi amici, i due "nobili" non riuscirebbero certo ad avere la meglio sugli sfidanti.
Ma tant'è! Padre e figlio escono vittoriosi:

Vincemmo?
Vincemmo!


La Contessa riesce ad informare il Marchese del raggiro di cui è stato vittima e gli rivela che quella che lui crede la Contessa di Sarzana altri non è che la vicina di casa, la contadina Vespina.
Nel frattempo Giorgino si affretta a sposare l'amata, prima che il padre scopra l'imbroglio.
La Contessa dapprima non vuole perdonare l'affronto subito e non vuole assolutamente accettare le scuse dei giovani sposi, ma il Marchese Tulipano trova una via d'uscita elegante - che accontenta tutti - chiedendo la mano della Contessa, che evidentemente accetta.



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