Hector Berlioz definisce la sua composizione per solisti vocali, coro e orchestra, su testo di Emile Deschamps, ispirata alla tragedia Romeo andJuliet di William Shakespeare Sinfonia drammatica. Così facendo sottolinea l'importanza dell'aspetto strumentale (la Sinfonia è notoriamente la più tipica delle composizioni per orchestra) rispetto a quella delle voci soliste e del Coro.
Il compositore francese parte nella costruzione del suo disegno espressivo dalle possibilità dell'orchestra, che sfrutta ai massimi livelli, rendendola la vera protagonista del dramma: essa guida il racconto, dipinge le atmosfere, tratteggia il carattere dei personaggi, definisce il quadro d'insieme.
Il testo poetico, prima di essere impiegato nel suo specifico elemento fondamentale di racconto in musica, diventa fonte di ispirazione globale; Berlioz riesce a ricavarne tutta la forza esaltata e a tradurla in un universo di effetti orchestrali che nessuna voce avrebbe mai potuto eguagliare.
Il ruolo dei tre solisti vocali è limitato in quanto a durata, ma importantissimo in quanto a incisività drammatica; in particolare quello di Padre Lorenzo. Il suo Recitativo e Aria - che precede il giuramento di riconciliazione fra le due famiglie rivali, che hanno tragicamente perso i loro figli - riesce ad esprimere con nobiltà un sentimento di tristezza e pace misto a speranza.
L'orchestra non accompagna semplicemente la voce del solista, ma ne amplifica le emozioni, in modo che il suo canto assuma un'immensa forza espressiva.
Il virtuosismo della scrittura di Hector Berlioz, pur esplorando aspetti tecnici del tutto inediti, non si limita ad un fatto puramente dimostrativo, ma si spinge alla ricerca di una dimensione profondissima delle possibilità espressive dell'orchestra stessa.
Non è certo un caso che il Maestro Riccardo Muti, dopo aver affrontato con il Coro e l'Orchestra dei BayerischenRundfunks le tre grandi Messe di Luigi Cherubini, abbia pensato di eseguire con loro la Sinfonia drammaticaRoméo et Juliette di Hector Berlioz, un lavoro che, per certi versi, è stato influenzato dagli insegnamenti del compositore italiano. Se è vero che le posizioni tradizionaliste di Luigi Cherubini non si conciliavano affatto con quelle progressiste - per non dire rivoluzionarie - di Hector Berlioz, è anche vero che le visioni musicali dei due avessero più punti in comune di quanto non si possa supporre, a cominciare dal senso profondo della retorica. Entrambi, infatti, non hanno mai impiegato il gesto retorico come vuota declamazione, ma sempre come espressione di un profondo stato d'animo.
Il questo senso sia Berlioz che Cherubini hanno scritto per il Coro e per l'Orchestra in modo che ben raramente il Coro fosse accompagnato dall'Orchestra, ma in modo che il Coro amplificasse il discorso drammatico dell'Orchestra. Inoltre, sia Berlioz che Cherubini, nelle loro composizioni per Coro e Orchestra (Messe, Cantate, ecc.) - dove tradizionalmente è previsto l'intervento di solisti vocali - hanno sempre fatto un uso molto limitato di questi ultimi, privilegiando il Coro pieno, o addirittura più Cori.
Gli effetti così ottenibili danno una musica severa, retorica, proprio nel senso che, partendo da posizioni diverse, sia Berlioz che Cherubini hanno voluto attribuire a questo termine.
Riccardo Muti, che conosce la Sinfonia drammatica Roméo et Juliette da molti anni - basti dire che nel 1986 l'ha registrata con la Philadelphia Orchestra e il Westminster Choir - è dunque ritornato su questo capolavoro con un Coro e un'Orchestra che, come si diceva sopra, lo hanno seguito in un importante percorso cherubiniano (Messa solenne in re minore per il Principe Esterházy -registrazione 2001 -, Messa in Fa maggiore "di Chimay", -- registrazione 2003 -, Messa solenne in Mi maggiore -registrazione 2007).
Hector Berlioz - in particolare l'opera di cui ci stiamo occupando, che unisce alla straordinaria raffinatezza e varietà di scrittura un impianto drammaturgico di solidità granitica - risulta essere particolarmente congeniale al maestro italiano.
Il compositore francese è riuscito come pochi altri a concentrare la serie di eventi che caratterizzano il percorso verso la morte di Romeo e Giulietta nel suo contesto di fatti ineluttabili, nessuno dei quali ha direttamente a che fare con la vicenda dei due amanti. Riccardo Muti ha raccontato questa vicenda evocando parole, gesta, atmosfere, sussurri, esplosioni, per mezzo di un'orchestra, di un coro e di solisti - bravo in particolare il basso lldar Abdrazakov nel ruolo di Padre Lorenzo - che lo seguivano da una parte pressoché ipnotizzati, ma dall'altra attentissimi al suo gesto deciso e fremente.
Riccardo Muti, della Sinfonia drammatica Roméo et Juliette di Hector Berlioz ha realizzato una visione immaginifica, infinitamente ricca di passione, suscitando entusiastiche ovazioni da parte del pubblico.
>>> ancora a proposito di Roméo et Juliette di Hector Berlioz >>> (estratti da Mémoires, avant propos dell'autore, libretto, altro)
(in allestimento)
Sir Frank Dicksee (1853-1928)
Romeo and Juliet
1.
Introduction (Combats - Tumulte - Intervention du Prince)
Prologue
Strophes
Scherzetto
2.
Roméo seul - Tristesse - Bruit lointain
de bal et de concert
Grande Fête chez Capulet
Fête
3.
Nuit sereine - Le Jardin de Capulet, silencieux et désert
Scène d'amour