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“Oh Dio! Vivo ancora. E’ proprio vero, la vita come un serpente si è introdotta nel mio cuore per lacerarlo di nuovo ...
Ma se questo perfido veleno ha ingannato la mia disperazione, come ho potuto resistere a un tale sogno? ...
Come ho fatto a non essere soffocato dalla stretta orribile della mano di ferro che mi aveva agguantato?
Questo supplizio, questi giudici, questi boia, questi soldati, i clamori di questo popolo, questi passi gravi e cadenzati che cadono sul mio cuore come martelli di Ciclopi ...
E l’inesorabile melodia che rimbomba nel mio orecchio fino a questo sonno letargico per ricordarmi la sua immagine sbiadita e rinnovare la sofferenza dimenticata ...”
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