Al termine dell'esperienza del primo ciclo dell'Orchestra Giovanile "Luigi Cherubini", i sentimenti dei musicisti saranno certamente stati contraddittori: da una parte la soddisfazione di aver compiuto un percorso di inestimabile valore con un maestro straordinario; in molti casi la possibilità di trovare per il futuro un ingaggio in un'orchestra stabile in Italia o all'estero. Dall'altra parte la tristezza di non poter proseguire il lavoro in un'orchestra giovanile di questo tipo, anche e soprattutto per l'unicità che lo contraddistingue. Proprio a causa di questa unicità gli strumentisti che fanno parte della nuova formazione dell'Orchestra Giovanile "Luigi Cherubini" hanno iniziato un lavoro che possiede una duplice valenza: quella di ulteriormente definire la continuità di un'idea attraverso persone nuove e quella di lanciarsi in nuovi progetti, verso nuove prospettive.
Infatti, se da una parte la "nuova Cherubini" esegue un'opera conosciuta come"Don Pasquale" di Gaetano Donizetti (già eseguito anche dalla precedente formazione), dall'altra esegue pure il "Demofoonte", un capolavoro sconosciuto di Niccolò Jommelli. E' difficile immaginare uno studio dell'opera lirica più stimolante di quello che comprende le opere citate, soprattutto se il direttore d'orchestra è Riccardo Muti, straordinario conoscitore della scuola napoletana e del primo Romanticismo di "Don Pasquale" che, non dimentichiamolo, ha diretto per i suoi debutti al Festival di Salisburgo.
Per quanto riguarda la musica sinfonica il fondamentale lavoro nel grande repertorio, a partire dai classici viennesi, fornisce ad ogni musicista quell'esperienza che nessuna scuola, al di fuori della pratica orchestrale, è in grado di dare. Riccardo Muti, ideatore e anima della "Cherubini" possiede quelle doti che gi permettono nel contempo di essere quell'impareggiabile direttore d'orchestra che è e quel maestro, capace di spiegare con chiarezza ai suoi musicisti (che lui ama definire colleghi) ogni aspetto della musica da eseguire, senza per questo mai perdere tensione e concentrazione nel lavoro.
"Dopo un'esperienza improntata alla gioia dell'imparare e scevra dai vizi della routine e della competitività, questi ragazzi porteranno con sé, eticamente e artisticamente, un modo nuovo di essere musicisti." Riccardo Muti