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muti.ch>attualità>Paris-Théâtre des Champs Elysées Avril 2007
Se ora, alla luce di queste considerazioni, rivediamo il criterio di impaginazione del concerto, ci rendiamo conto che la scelta non è stata effettuata per contrasto ma, semmai, applicando un principio appartenente alla ... fisica: quello di azione-reazione. Sembra quasi che Riccardo Muti, proponendo innanzitutto la passionalità sublime e contenuta del concerto mozartiano, abbia voluto creare l’atmosfera ideale per preparare quel tumulto dei sensi e dello spirito a cui il giovane Berlioz aveva tentato di dare forma compiuta attraverso il lavoro sul testo sacro. Quest’ultimo, se da una parte gli serviva da argine, dall’altra lo riabbandonava in mezzo ai flutti, obbligandolo alla ricerca di un’altra isola di pace. Non è sorprendente che Berlioz, a un certo punto della sua vita, avesse ripudiato questo lavoro: aveva allora raggiunto una totale maestria ed era quindi in grado di piegare la materia ai suoi voleri; riusciva a trasformare in suono il suo pensiero musicale al pari di tutti i Grandi. Riccardo Muti, che di Berlioz conosce ogni segreto, al pari di quelli dei grandi musicisti che hanno vissuto negli ultimi decenni del Settecento e nei primi decenni dell’Ottocento (da Gluck a Haydn, da Mozart a Cherubini e Spontini, da Beethoven a Schubert e Schumann) è riuscito a capire innanzitutto il pensiero visionario dell’Autore, che esce dirompente da questa Messa, proprio per il fatto che il giovane compositore, pur con tutte le asprezze che si possono cogliere, traduce in suoni il testo sacro proiettandolo in dimensioni sonore di per sé straordinarie. La Messe Solennelle, così come tutti i lavori “in divenire”, ovvero i primi lavori di coloro che saranno dei grandissimi, richiedono ai suoi interpreti e, in primo luogo al direttore d’orchestra, una convinzione e una determinazione assolute. Riccardo Muti, ancora una volta, si è dimostrato maestro e concertatore nel senso più nobile del termine. Ha galvanizzato tutti. Ha diretto in modo travolgente, portando il coro (Choeur de Radio France, Maestro del coro Bruno Casoni), l’orchestra (Orchestre National de France) e i solisti (Genia Kühmeier, Soprano, Pavol Breslik, Tenore, Ildar Abdrazakov, Basso) ad un'esecuzione magica.
HECTOR BERLIOZ (1803-1869)
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