Questo è il titolo della recensione pubblicata sull’edizione online della “Basler Zeitung” del 31 luglio 2005 che rispecchia i pareri molto contrastanti suscitati dalla nuova messinscena del “Flauto Magico” a Salisburgo.
Il Maestro Riccardo Muti, in una intervista rilasciata al quotidiano milanese “Il Giornale” del 26 luglio scorso così si era espresso: “Chi dirige deve trovare un equilibrio - quello che fa la grandezza del “Flauto Magico” - tra fiaba, gioco, rituale e simboli.
Rispetto a quello registico, il discorso del direttore è più diretto perché i personaggi del “Flauto Magico” possono vivere di sola musica.
L’unico personaggio drammaticamente e umanamente vivo e vero è quello di Pamina.
Il sacerdote Sarastro è solenne musicalmente, ma non quanto a psicologia.
Anche Tamino non ha spessore drammatico.
Papageno invece esprime la forza della natura: intelligente, furbo, naturale;
(dice: “io sono un uomo della natura”).
Brio, spontaneità, ingenuità, che non è mai farsesca, sono le caratteristiche dei personaggi che la musica evidenzia in modo totale: e basta una sola aria a definirli”. A proposito della regia di Graham Vick, il Maestro Muti nel corso della stessa intervista così ha risposto: “Le regie, soprattutto nei festival, tentano strade nuove, “non convenzionali”, che si discostano dal dettato del librettista.
Se sono intelligenti e non vanno contro la musica sono benvenute e aiutano il pubblico di oggi a entrare nelle opere attraverso una dimensione visiva che non sia da museo.
La visione di Vick, pur nella sua modernità, mantiene il carattere di fiaba e di magia da una parte e di pensiero dall’altra.
Saranno tuttavia gli spettatori a valutare.” Come ha risposto il pubblico di Salisburgo?
Acclamando Riccardo Muti, i Wiener Philharmoniker ed i cantanti e contestando con una salve di buh la regia di Graham Vick.
Per alcuni critici i buh erano immeritati, per altri assolutamente a proposito; le recensioni giornalistiche e sul web si dividono.
Voi cosa ne pensate?
Per poter giudicare, ecco alcune immagini scaricate dal sito ufficiale del Festival di Salisburgo (copyright: Hans Jörg Michel).
Per consolare i detrattori delle nuove messinscene proponiamo le immagini delle belle, vecchie, care, tradizionali figurine Liebig.