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muti.ch>discografia scelta>CD Riccardo Muti in ordine di compositore>Anton Bruckner


Anton BRUCKNER (1824-1896)
• Sinfonia N. 4 Romantica
Berliner Philharmoniker
Registrazione: 1986

Delle nove sinfonie scritte da Anton Bruckner la Quarta, in Mi bemolle maggiore, Romantica, è senz’altro la più conosciuta.
Come durata (circa 70 minuti), escludendo la Quinta e l'Ottava - decisamente titaniche - non si scosta dalla media delle altre.
Eppure la Romantica possiede qualcosa di magico, a partire dalla tonalità, quella ariosa e dolce di Mi bemolle maggiore tanto cara a Beethoven e a Schubert.
Il richiamo iniziale del corno, che si diffonde su un tremolo in pianissimo degli archi, apre l’universo romantico del già citato Franz Schubert, di Felix Mendelssohn-Bartholdy, di Carl Maria von Weber e, in  particolare, di Robert Schumann.
Anton Bruckner era convinto che
il futuro della sinfonia dovesse continuare a riconoscersi nelle sue strutture di base, vale a dire in quelle della sinfonia classica di Haydn e Mozart.
La nuova sfida doveva essere quella di riuscire a toccare livelli di tensione emotiva più alti e costanti, in modo da creare una maggiore unità espressiva sia all'interno dei singoli movimenti sia nel contesto globale della composizione.

Le sue esperienze nel canto corale e nella musica organistica (riconducibili sostanzialmente a due capitoli fondamentali della tecnica di scrittura musicale come la polifonia e il contrappunto) hanno condizionato fortemente l'approccio del compositore al genere sinfonico.
Ascoltando la Sinfonia No. 4, Romantica, ci si rende chiaramente conto di quale sia il procedimento applicato dal compositore austriaco.
La sua orchestra si muove in modo globale, almeno in apparenza: le differenze di colori, i fraseggi al suo interno sono innumerevoli e il discorso melodico (ossia orizzontale) e armonico (ossia verticale) evolve sempre con naturalezza, tanto è ferrea la logica che lo governa.
E’ proprio in virtù di quest’ultima che l’orchestra bruckneriana può passare repentinamente dal pianissimo più dolce al fortissimo più veemente, dal cantare più innocente a quello più appassionato.
L’Orchestra Filarmonica di Berlino, storicamente, è una delle maggiori formazioni bruckneriane in assoluto.
Riccardo Muti registrò la Sinfonia No. 4 nel 1986, quando l’orchestra tedesca usciva dal lungo regno di Herbert von Karajan, durato trentacinque anni.
Il maestro italiano aveva di fronte a sé una “macchina perfetta”, che conosce questo repertorio letteralmente a memoria.
Il fascino dell’interpretazione di Riccardo Muti sta innanzitutto nell’aver saputo riscoprire la semplicità di base della Sinfonia, la sua purezza schubertiana, per poi proiettarla in un universo sonoro più esteso, senza mai, per questo, perdere il meraviglioso senso poetico che Bruckner ha evocato fin dal richiamo del corno con cui la Sinfonia si apre.


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