Questa è la registrazione da avere assolutamente per chi vuole farsi un’idea della musica sinfonica italiana tra Ottocento e Novecento.
E’ notorio che il melodramma con tutte le sue bellezze e tutti i suoi meriti ha anche oscurato le altre espressioni musicali.
Quindi poter ascoltare la Suite Paganianiana Op. 65 di Alfredo Casella o Notturno, Novelletta e Giga di Giuseppe Martucci non può che essere una scoperta.
Soprattutto se eseguiti in maniera così mirabile e sentita come lo sanno fare Riccardo Muti e la Filarmonica della Scala.
E che dire della Turandot Suite, rielaborata a partire da materiali dell’omonimo melodramma dal più tedesco dei compositori italiani, Ferruccio Busoni, caleidoscopica e resa in modo sfolgorante dai musicisti di cui sopra?