Modest Mussorgsky (1839-1881)
• Quadri di un’esposizione
Igor Stravinsky (1882-1971)
• Le Sacre du Printemps
Philadelphia Orchestra
Registrazione: 1978
Rimasterizzazione digitale: 1984/85
La Suite per pianoforte “Quadri di un’esposizione” di Modest Mussorgsky nella magica orchestrazione di Maurice Ravel è un’esaltazione ai massimi livelli dei colori orchestrali; il balletto “Le Sacre du Printemps” di Igor Stravinky è un’esaltazione ai massimi livelli della ritmica orchestrale.
Questa è la definizione sintetica di due tra i più grandi capolavori del Novecento Storico, cavalli di battaglia di tutte le grandi orchestre e naturalmente pure della Philadelphia Orchestra.
L’orchestra statunitense che Riccardo Muti ereditò dal mitico Eugene Ormandy è sempre stata fra i complessi di riferimento per composizioni del genere; eseguire in pubblico e, soprattutto, incidere con loro i “Quadri di un’esposizione” e “Le sacre du printemps” per un direttore, significa avere quella capacità di galvanizzare musicisti che conoscono queste pagine praticamente a memoria per portarli su un percorso nuovo, fatto di sorprese, incanti ed emozioni, pur rimanendo nel solco dello stile e della tradizione che questa musica in ogni modo esige.
L’interpretazione vera spesso non è fatta dai colpi di scena, ma dalla capacità di cogliere e realizzare le finezze, di intuire ombreggiature diverse, di creare atmosfere diverse.
Riccardo Muti, in questo senso, è maestro.
In questa incisione, ancora una volta, egli dirige la Philadelphia Orchestra con il pugno di ferro avvolto in un guanto di velluto; il risultato sono dei “Quadri di un’esposizione” dove i colori sono sgargianti, ma i ritmi pulsano precisi e un “Sacre du printemps” dove i ritmi pulsano precisi, ma riflettono anche colori iridescenti.