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muti.ch>discografia scelta>CD Riccardo Muti in ordine di compositore>Alexander Scriabin


Alexander Scriabin (1872-1915)
Philadelphia Orchestra
Sinfonia N. 1 in mi maggiore, op. 26 (registrazione 1985)
Sinfonia N. 2 in do minore, op. 29 (registrazione 1989)
Le Poème de l’extase, op. 54 (registrazione 1990)
Sinfonia N. 3  “Le divin poème”, op. 43 (registrazione 1988)
Prométhée, le poème du feu, op. 60 (registrazione 1990)


Se esiste un compositore che ha fatto veramente tesoro della lezione di Hector Berlioz, Franz Liszt e Richard Wagner riguardo al trattamento dell’orchestra, questi è proprio Alexander Scriabin.
Non si può certo dire che l’autore russo sia artisticamente e ideologicamente imparentato con Wagner, ma non si può nemmeno negare che i due maestri in quanto a capacità di trovare una dimensione assoluta della scrittura orchestrale, svincolata da ogni strumento, e in quanto a capacità di infiammare la loro stessa musica con slanci idealistici o fideistici, non si assomigliassero.
Alexander Scriabin, pianista e compositore per questo strumento fra i più virtuosi e temerari,ha sondato tutte le possibilità partendo dalle conquiste

bellissime dell’adorato Chopin, per arrivare a forzarne i limiti in maniera costante e ossessiva.
Lo stesso fece con la musica orchestrale.
Guidato da un bagaglio tecnico non forbitissimo ma da una fantasia incontenibile e da una volontà di esprimersi che sconfinava nel velleitarismo e talvolta fors’anche nella follia, Scriabin creò un mondo sonoro fantasmagorico dove i miti dell’antichità si rincorrevano, dove i fantasmi, a ben guardare ancora piuttosto disciplinati del tardo romanticismo, restavano sgomenti davanti all’ignoto che avrebbe fatto seguito alla caduta di molte certezze.
Sono queste le riflessioni che emergono ascoltanto le bellissime incisioni che la Philhadelphia Orchestra ha compiuto sotto la guida appunto di Riccardo Muti.
L’orchestra statunitense, come è facile supporre, possiede queste opere dal giorno in cui hanno cominciato ad entrare nei repertori delle grandi orchestre e attraverso l’impegno del maestro italiano riprende un discorso fatto di stupefacente qualità tecnica e costantemente intensa qualità espressiva.
In effetti, la musica di Alexander Scriabin per “folle” che possa essere, necessita di orchestre straordinarie e di direttori lucidissimi per poter brillare nella sua unicità.



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