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muti.ch>discografia scelta>CD Riccardo Muti in ordine di compositore>Giuseppe Verdi
Il rapporto fra aspetto esecutivo, nel senso puramente tecnico, e aspetto musicale, nel senso puramente interpretativo, è in perfetto equilibrio: il Maestro Muti confida nelle possibilità straordinarie di coro, orchestra e solisti per plasmare la sua visione del Requiem; così guidati e ispirati, orchestra coro e solisti realizzano pienamente la visione del direttore.
Riccardo Muti, con un’autorità che non è mai imposizione, con una drammaticità che non è mai retorica, con una dolcezza che non è mai leziosità, è riuscito in quell’occasione a condurre cantanti e musicisti attraverso un percorso di straordinaria forza emotiva, certamente con una sguardo alla tradizione ma, anche e soprattutto, con una sguardo lanciato verso il futuro.
Parlando dell’approccio a Verdi del grande direttore d’orchestra italiano, è naturale fare riferimento ... all’approccio che lo stesso Verdi aveva alla musica, filtrato attraverso la rigorosa conoscenza della polifonia classica e dei classici viennesi. Guarda caso due dei territori preferiti dal Maestro Muti.
l'ultima cantante ad avere ottenuto successo in quel ruolo al Teatro alla Scala fu Maria Callas. Riccardo Muti riteneva che fosse estremamente importante che nel Teatro in cui Verdi lavorò per tutta la vita e in cui portò al successo, per esempio, il Nabucco del debutto e i già citati Otello e Falstaff, dovessero ritornare con regolarità capolavori come La Traviata, Rigoletto e Il Trovatore, che rappresentano non solo un capitolo centrale del percorso creativo del musicista di Busseto, ma una pietra miliare nella storia del melodramma. Detto per inciso - sempre parlando dell'importanza del fatto che un grande teatro presenti regolarmente i capolavori del repertorio - Riccardo Muti ha riportato alla Scala la Tetralogia (L'Oro del Reno, La Walkiria, Siegfried e Il Crepuscolo degli dei) di Richard Wagner, che mancava da quel teatro dall'inizio degli anni cinquanta, quando a dirigerla fu Wilhelm Furtwängler. Era fondamentale che in un teatro in cui la tradizione wagneriana venne tenuta alta non solo da maestri stranieri, ma anche da maestri italiani quali Arturo Toscanini e Victor De Sabata, venisse riproposta la Tetralogia. Con Rigoletto Giuseppe Verdi inaugura una stagione creativa che nell'arco di meno di tre anni lo ha portato a scrivere altrettanti capolavori (oltre a Rigoletto i già citati Trovatore e Traviata) che sviluppano con abilità straordinaria il discorso della "rappresentazione dei sentimenti". Rigoletto da questa punto di vista è forse la più perfetta, nel senso che il compositore riesce ad attribuire ai tre personaggi principali - il buffone Rigoletto, sua figlia Gilda e il Duca di Mantova - tutta quella profondità psicologica che il loro ruolo richiede e a descriverne le contraddizioni che sono all'origine del dramma dell'opera stessa. Per fare ciò Verdi riesce a saldare il canto, di una leggerezza mozartiana - come forse non avrebbe più fatto nelle opere successive - con un'orchestra che al posto di accompagnare si insinua nel canto come a creare una filigrana, commenta, crea infiniti contrappunti, salvo poi lasciare attoniti per quelle poche esplosioni che evocano la follia, propria della drammaticità sconvolgente di quest'opera. Riccardo Muti ha registrato Rigoletto dal vivo nell'ambito delle recite effettuate dal 13 al 21 maggio 1994 al Teatro alla Scala di Milano. Ciò che colpisce innanzitutto della sua interpretazione è la limpida messa a fuoco della psicologia dei personaggi. Questo lo ottiene realizzando in modo ideale il rapporto voce-orchestra di cui sopra si diceva. La fluidità che il Maestro imprime allo svolgersi della vicenda è basata su un chiaro senso della struttura drammaturgica dell'opera che, proprio in capolavori come Rigoletto chiede di essere compresa e rispettata. Andrea Rost, nel ruolo di Gilda, oltre a cantare alla perfezione, riesce a rendere in modo ammirevole il difficile ruolo del suo personaggio. Renato Bruson, Rigoletto, canta e vive questo ruolo dall'alto di un'indiscutibile bravura. Roberto Alagna, con la sua voce rotonda e squillante rende piena giustizia al Duca di Mantova. Molto brava pure Mariana Pentcheva nel ruolo di Maddalena. Ottima l'orchestra del Teatro alla Scala, ottimo pure il Coro, chiamato in quest'opera ad un compito particolarmente impegnativo (maestro del coro: Roberto Gabbiani).
nel contempo a ritrarre le mille sfacettature della personalità di un uomo e di un artista che aveva attraversato le passioni più ardenti e i dolori più profondi.
Odabella figlia del Signore di Aquileia, che ha perso l'intera famiglia con il saccheggio degli Unni e vuole uccidere Attila) sono destinati inizialmente ad opporsi, ma ad allearsi in seguito quando Odabella riuscirà nel suo intento e farà naufragare qualsiasi prospettiva di conciliazione fra Unni e Romani.
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