Acciò non mi accusiate di negligenza, né di poca curanza per la commissione che mi avete data de’ vostri Ballerini, vi rispondo colla presente prima d’aver ricevuto una risposta da Sua Maestà, a Cui ho sommesso la vostra lettera originale con mia traduzione, ma per le principali cose ho copiato esattamente il vostro originale italiano: questo ritardo è cagionato dalle immense occupazioni del Re per le grandi Manovre Militari e la presenza qui del gran Duca di Russia, fratello dell’Imperatore, colla sua consorte, e di tanti altri Sovrani della Germania; allorchè tutti questi Personaggi saranno partiti, il Re mi darà senza dubbio una decisione che prevedo di già, quella di domandare a voi, a quale epoca precisa questi due o tre ballerini potranno esser resi a Berlino, ed a quali condizioni le più precise e le più ristrette, per ballare due volte per settimana fino al 2 luglio 1836, per continuare poi per più lungo tempo, dal 2 ottobre 1836, se a ciascheduna delle parti conviene, e per il tempo, o per più anni, di cui si converrà susseguentemente.
Meglio saria stato di esser resi qui in ottobre, o novembre di quest’anno.
Questo è tutto ciò che nel momento io posso rispondervi, assicurandovi, che appena il Re mi darà una decisione, e tutt’altro per voi, mi farò un dovere ed un piacere di trasmettervelo immediatamente.
Quanto al vostro nuovo invito che mi fate di venir comporre qualche opera seria per codesto real teatro di S. Carlo, profitterei volontieri di questa occasione, soprattutto per rivedere, riabbracciare e baciare il suolo della dolce mia diletta ed amata Patria, e la culla de miei musicali studi; se noi potessimo combinarci reciprocamente: non potrei far questo viaggio che con un contratto di far rappresentare due grandi opere serie; una prima in ottobre, o novembre 1836, e la seconda in marzo o aprile 1837, colla condizione, che queste due opere siano rappresentate, in due o tre atti, con balli analoghi ai soggetti, con musica di mia composizione, a meno che il pubblico non dimostri una opposizione aperta a tale sistema di Francia, della Germania e dell’Inghilterra; o almeno, che un ballo d’azione, e di pantomima non sia rappresentato, che dopo l’opera terminata, e mai fra un atto e l’altro.
Domanderei inoltre di potermi sciogliere di questo contratto, se non trovassi la compagnia ed i cori, alle epoche suddette, per avvalorare, e sostenere le mie deboli composizioni.
Nel prossimo autunno e inverno, epoca nella quale avremo l’onore di ricevere i reali Principi di Napoli alla Corte di Prussia, farò ugualmente rappresentare su questo real teatro una, o due nuove mie grandi opere serie in tre atti con grandissimi balli analoghi.
Poi mi renderò a St. Pietroburgo, sulla onorevolissima invitazione dell’Imperatore, per mettere in scena ed adattare su quel imperial teatro la mia Olimpia, ed il mio Alcidoro, e forse anche Nurmahal, di maniera che per trasportarmi dall’uno all’altro Polo di questa terra, mi abbisognerà tempo e denaro assai.
Per conseguenza vi prego di darmi in risposta, il massimo che codesta Società Direttrice del teatro S. Carlo vorrà offrirmi per queste due opere, o per cadauna.
All’emolumento pecuniario, vi prego di farci aggiungere l’obbligo di un alloggio adeguato a Chiaia, e al di sopra di Chiaia, ed un carrozzino a mia disposizione.
Onde abbreviare il tempo, vi prego di aggiungere alla vostra risposta categorica su tutto ciò.
Le proposizioni ancora riguardo alla vostra coppia di Ballerini, o ai tre, giacchè questa sarà la prima incombenza che il mio Padrone Sovrano mi darà in risposta alla vostra lettera.
Mi do intanto l’onore ed il piacere, stimatissimo signor Barbaja, di dichiararmi