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Lettera del Maestro Spontini al Maestro Salieri, Parigi 9 aprile 1816
riportata da Rudolph Angermüller in Antonio Salieri, Dokumente seines Lebens, Vol. III: pag. 101/102:
(Finalmente il mondo musicale, ed i compositori sopra tutti hanno ottenuto, grazie alle di Lei cure, ciò che cercavano, e ciò che desideravano da tanto tempo per eternare i movimenti della loro musica.
Ieri una riunione dei migliori compositori di Parigi, nel numero de’ quali ho avuto il vantaggio d’essere ammesso, ha ammirato con piena soddisfazione il compito Cronometro del Signor Melzel [Johann Mälzel], che ha altamente annunziato essere lo risultato delle frequenti istigazioni, e de’ luminosi consigli del tanto rinomato maestro Salieri, di cui ho l’altro bene di possedere l’amicizia.
Un doppio interesse ci ha stimolati ad un esame scrupoloso di questo istromento; e più l’abbiamo esaminato, più ancora abbiamo scoperto tutta la perfezione ed il vantaggio immenso che ne risulterà allor che sarà generalmente conosciuto ed addottato.
L’Italia, L’Allemagna, La Francia e L’Inghilterra applaudiranno in folla l’autore e l’istigatore d’una machina, che ridirà fedelmente tutte le intenzioni de’ compositori onde le loro produzioni non siano più sfigurate in presenza del pubblico, come lo sono state ben sovente fino ad ora.
Seguendo il di Lei esempio, abbiamo tutti dichiarato e sottoscritto un foglio, nel quale si trova espressa tutta la nostra ammirazione, per un’invenzione, che molti hanno tentato invano, e che mancava assolutamente all’arte musicale.
Ne gradisca caro Signor Maestro i miei particolari ringraziamenti e queli di tutta la riunione de’ compositori de’ quali sono l’interprete.
Suo devotissimo Servitore
ed amico, Spontini.
(Wien, Oesterreichische Nationalbibliotek, Musiksammlung)


Lettera di Antonio Salieri a Gasparo Spontini, del 15 ottobre 1817
riportata da Rudolph Angermüller in Antonio Salieri, Dokumente seines Lebens, Vol. III: pag. 135:

Al celebratissimo Signore
Il Signor Maestro di Cappella Spontini
A Monsieur Spontini
Rue du Mail No 13 in
Parigi

Stimatissimo Signor Maestro Spontini, e carissimo amico!
Ritorno in Vienna la seconda volta in tre mesi da un viaggetto fatto nella Germania e trovo la di Lei preg:ma lettera in data 5 sett: che riguarda le mie Danaidi.
Non so, se le due code aggiunte alle due ariette in questione, che mandai verso tre settimane sono al Signor Maestro Persuis, secondo la sua pressante domanda, saranno arrivate in tempo; ma se anche questo non fosse, e che Lei, veneratissimo Maestro, le avesse composte, come ne fu pregato, io non solo ne sarei contento, ma gliene avrei infinita obbligazione, egualmente che del resto da Lei fatto in compagnia del nostro comune amico Signor Maestro Persuis per l’avvantaggio della mia opera: e se quel mio primo Lavoro francese, dopo tanti anni di riposo, torna favorevolmente in luce, io certo ne attribuirò tutto il merito al zelo di due celebri maestri, dell’amicizia de’ quali sempre mi glorierò.
Lessi nella gazzetta con sommo piacere le nuove e ben giuste lodi date al di Lei sublime Cortez rimesso in scena ultimamente in Parigi, opera che anche qui in Vienna, come in tutta l’Europa musicale, il pubblico sente sempre con nuovo piacere similmente che l’emula sua Vestale, Produzioni che in tutte le stagioni buone o cattive dell’anno per il Teatro, attirano continuamente in folla gli Spettatori per godere ed applaudire alla maravigliosi effetti d’una simile musica.
Evviva dunque il mio caro Signor Maestro Spontini, onore della nostra professione, e del quale io desidero poter essere in affetto quale mi dichiaro.
Aff.mo ed obb.mo Servo, amiratore e amico Salieri
(Wien, Stadtbibliothek, Musiksammlung)


Brief vom 24. Oktober 1817 Spontinis an Salieri
riportata da Rudolph Angermüller in Antonio Salieri, Dokumente seines Lebens, Vol. III: pag. 151:
(aus Mosels Salieri-Biographie, Wien 1827, S. 187-188)

Liebenswürdigster und verehrtester Herr Kapellmeister!
Wer anderer, als ich, sollte Ihnen zuerst von dem überaus glücklichen Gelingen der Danaiden Nachricht geben?
Es ist eilf Uhr nachts, ich verlasse so eben das Opernhaus, wo die Wuth (il furore) und der Enthusiasmus, welchen das Publikum bei der zweiten Darstellung Ihres unvergleichlichen Werkes geäussert hat, der ausserordentlichen Erfolg gekrönt haben, den es bei der ersten hatte.
Erlauben sie mir also, Ihnen von ganzer Seele Glück zu wünschen, hochgeschätzer Herr Kapellmeister, und mich dieses glücklichen Ereignisses ein wenig rühmen zu dürfen, nachdem ich schon sechs Jahre lang gedonnert habe, damit dieses Meisterwerk auf die tragisch-lyrische Scene wieder zurück kehre, um deren Zierde und Ruhm zu seyn.
Ich schliesse hier zwei Auszüge von Tagesblättern bei; lesen Sie, freuen Sie Sich und glauben Sie, dass ich es mir zur Ehre rechne, zu seyn
Ihr ergebenster Diener,
Bewunderer und Freund
Spontini