… Tutte le biografie di Spontini ci hanno lasciato in proposito concorde testimonianza: nel dirigere l’orchestra egli aveva qualcosa di trascinante e di eroico, dava l’impressione di un generale alla testa di un esercito vittorioso.
Più avanti riporta il frammento di uno scritto del Kammermusikus Maurizio Hanemann (Aus der Musikerwelt, Berlino 1875):
“Come un re Spontini entrava in orchestra, prendeva il suo posto di generale, volgeva intorno i suoi sguardi pungenti, fissava l’artiglieria pesante - come egli chiamava contrabbassi e violoncelli - e dava il segnale dell’attacco. Come bronzea colonna stava davanti al proprio leggìo, muovendo solo la parte inferiore del braccio destro. Egli era il più bel modello di direttore. I musici, dal maestro di concerto giù giù sino al timpanista, sedevano in una autentica paura del Signore, ma eseguivano ciò nondimeno con vero entusiasmo, che durava non indebolito sino all’ultima nota.
Con le parole:
“ick danke” lasciava sempre Spontini il suo posto di direttore”.