muti.ch>spontini homepage>opere scelte>Nurmahal>riassunto dell'opera


Squilli di tromba annunciano al popolo il sorgere del giorno della festa delle Rose.
Il coro si unisce all’inno festoso:
“Glückvoller Tag
Hoher Festtag der Wonne!
sey fröhlich begrüsst
durch Gesang”.
In questa occasione i il sultano Dsheangir presenta al popolo Nurmahal, la sposa da lui scelta.

Zelia, innamorata del sultano, è convinta che se riuscirà a scambiare con lui uno sguardo, questi,  a sua volta,  si innamorerà di lei;
con suo fratello Bahar cerca di tramare contro  Nurmahal, accusandola di tradimento.
Il sultano interroga Zelia sul suo sentimento.
Duetto tra  Zelia e Dsheangir:
“Hat der Lenz wann er froh erwacht,
 dies gefühl dir nie gegeben?”
(Non ti ha mai dato la primavera,
quando lietamente si ridesta,
questo sentimento?).

Sopraggiunge Nurmahal e Dsheangir la rassicura sui suoi sentimenti:
“Wie ich dich liebe,
hat die That bewährt!
Dein Vater, mein Vasall,
der sich empörte, sein Thron, du selbst, die zärtlich ich verehrte,
Ihr würdet Beute meinem Siegerschwerdt!
Da war’s die Liebe, die mich Grossmuth lehrte;
dein Vater lebt, weil ich in dir ihn ehrte!
Zu meiner Gattin wurdest du erklärt!”
(Traduzione da Paolo Fragapane, Spontini):
“Quanto ti ami, lo hanno dimostrato i fatti.
Tuo padre, vassallo a me ribelle, il suo trono, tu stessa che io ho onorato,
diveniste preda della mia spada vittoriosa.
L’amore mi ha insegnato la magnanimità.
Tuo padre vive… tu sei stata dichiarata mia sposa”.

Atar, padre di Nurmahal e precedente signore del Caschemir, cerca di convincere la figlia a sostenerlo nella sua vendetta contro il sultano.
Nurmahal lo supplica di rinunciare alla sua impresa, dichiarando il suo amore per Dsheangir
“Liebe Vater!
Bey Liebe, Pflicht und Ehre!
Lass ab von dieser That!”
“Caro Padre!
Per l’amore, il dovere e l’onore
tralascia questa azione!”

Atar inganna allora anche la figlia facendole credere di voler desistere dai suoi piani di vendetta.
Allontanandosi perde il suo elmo, che verrà raccolto da Bahar e dai suoi amici e che servirà per accusare Nurmahal di tradimento.
Il sultano reagisce violentemente alle accuse contro Nurmahal e dapprima considera Bahar un calunniatore ma,  assalito dai dubbi, chiede dov’è il complice della sua sposa.
“Herr, man folget seiner Spur”.
“Signore, si seguono le sue tracce”.

Nurmahal chiede protezione alla maga Namuma che la invita ad intrecciare una corona di fiori che lei stessa poserà sul suo capo, invocando gli spiriti benigni.
I sogni di Nurmahal vengono cullati dal canto di Dschindara (Genio delle Fonti) e al suo risveglio sente il meraviglioso suono della festa delle Rose.
Con il suo dolce canto  riconquista lo sposo che, per l’immensa felicità, perdonerà tutti (Atar, Zelia e Bahar).